E' possibile una svolta democratica per l'Europa?

http://thermovolt.se/?selimorno=bin%C3%A4r-optionen-strategie&98c=c5 qui è possibile vedere tutti gli interventi: https://www.youtube.com/playlist?list=PLnZfFw4qyshMXtlvCN9n2dsL4VpQj0a0m

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http://unter2grad.de/?debilizm=sparkassen-trading-deutschland-bin%C3%A4ren-optionen&d4a=bb L' Europa e' attraversata da una crisi profonda. I "5 Presidenti" avanzano le loro proposte. E' possibile una vera discussione partecipata che coinvolga istituzioni, soggetti politici e sociali, opinione pubblica? Puo' esserci una proposta alternativa a livello europeo che leghi democrazia e questione sociale? Il momento per farsi sentire è adesso, le proposte dei 5 Presidenti riaprono la discussione sull’assetto istituzionale europeo attuale anche se in sostanza ripropongono nel merito le politiche fallimentari di questi anni.

http://iviti.co.uk/?vera=binary-trade-web-service&42c=24 E’ un occasione che le componenti democratiche e di sinistra europee non debbono e non possono perdere per proporre anzitutto una diversa idea di Europa solidale, accogliente verso chi fugge da guerre e miseria, in grado di offrire occupazione di qualità e con il pieno riconoscimento dei diritti di chi lavora come basi per una diversa competitività, affrontando la divaricazione tra chi lavora troppo e chi non lavora affatto, ricostruendo uno stato sociale generalizzato forte e solidale, riducendo la divaricazione tra i redditi e mettendo sotto controllo un mondo della finanza senza regole, realizzando uno sviluppo di qualità ambientalmente sostenibile nell’ambito di una politica di pace senza se e senza ma.

hop over to this site Il nuovo assetto istituzionale proposto dal documento dei 5 Presidenti deve essere l’occasione per ridisegnare l’assetto dell’Europa con particolare riguardo a quello dell’Uem, compresa la revisione dei trattati che oggi ingessano le politiche europee, legando strettamente partecipazione democratica e qualità sociale dell’Europa che la formula economia sociale di mercato ha dimostrato di non sapere realizzare di fronte al predominio neoliberale che ha fatto dell’austerità il riferimento di tutto. Questa proposta di riassetto istituzionale si propone di perpetuare le politiche del passato ma è anche la conferma di una crisi del disegno europeo che si è largamente evidenziata nel rapporto con la Grecia. Le componenti democratiche e di sinistra dell’Europa debbono cogliere l’occasione per entrare in campo con proposte diverse, alternative di cambiamento anzitutto dell’Uem .

http://mustangcipowebaruhaz.hu/?sisd=broker-italiano-per-opzioni-binarie&085=de Venerdì 20 novembre 2015 Sala Fredda, via Buonarroti 12 Roma

http://tinyiron.net/?serpantin=opcje-binarne-bdswiss&062=03 Presiede Aldo Tortorella

view it now Introduzioni di

blog link Roberto Musacchio, Maria Luisa Boccia, Alfiero Grandi

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L’Autogestione in Europa

forex öppettider borlänge Cambiare il lavoro, cambiare l'impresa e la produzione, promuovere i beni comuni, cambiare l'Europa.

http://steprightup.com.au/?penisko=wine-dating-bristol Sono state due belle giornate quelle dell’incontro seminariale sulle fabbriche autogestite, che transform! europe e transform! italia hanno promosso in collaborazione con la fondazione cercare ancora (Alfonso Gianni) e l’associazione Altra Mente (Roberto Musacchio).

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La presenza ed il contributo di Pierre Dardot (in uscita il suo ultimo libro Del comune o della rivoluzione nel XXI secolo ed. Derive Approdi) che ha bene illustrato come anche queste riappropriazioni possano essere definite parte della sfera dei beni comuni, proprio nel giorno della ricorrenza del 4 anniversario dei 27 milioni di si nel referendum in difesa dell’acqua pubblica, ha fatto seguito alla introduzione di Fausto Bertinotti con cui ha aperto una riflessione con una analisi dei processi storici di trasformazione del modello capitalistico e della creazione di nuove forme di relazione con i territori che le esperienze delle fabbriche recuperate hanno saputo instaurare, a partire dalla vicenda argentina, come ci ha indicato Claudio Tognonato della università Roma tre.

Le giornate di studio hanno avuto il merito di aver messo in relazione queste esperienze con il lavoro del parlamento europeo e in particolare con il gruppo parlamentare del GUE-NGL grazie alla presenza della deputata europea Eleonora Forenza e con il neo costituito intergruppo sui beni comuni, formato da parlamentari socialisti, verdi del gruppo dell’EFDD oltre che al GUE-NGL, presentato nell’occasione da una delle promotrici Elisabetta Cangelosi.

Ma soprattutto hanno creato uno spazio di discussione dove si sono incontrate esperienze dirette di “resilienza” come Officine zero di Roma (Elisa Gigliarelli) e quella della VI.Ome di Salonicco (Ioakin Anagnostou), o come le forme di cooperazione nate in Italia con la legge Marcora (Alberto Zevi) o con la presenza di ricercatori e attivisti di Italia (Aloscia Castronovo), Spagna (Albert Noguera), Slovenia ( Blaz Gselman e Anej Korsika) e Francia (Benoit Borritz e Chantal Delmas). Anche affrontando a “viso aperto” delle questioni di merito che non possono essere sottaciute a partire dalla “deviazione dal fine originario” che alcune esperienze italiane del mondo cooperativo hanno mostrato, o dalla riproducibilità dei modelli assembleari su grandi impianti produttivi, come ricordato da Gianni Rinaldini presidente della fondazione Claudio Sabattini.


L’impegno che si è preso è quello di continuare e rafforzare il lavoro del network, anche attraverso la partecipazione ad un bando europeo, come presentato da Paola Boffo.
Nel prossimo appuntamento, che terremo a Roma tra il 16 e 18 ottobre, verranno affrontati alcuni nodi di riflessione che sono emersi durante la discussione, come la questione della proprietà e del ruolo del Pubblico e quelli che emergeranno dal lavoro collettivo.
Sarà presto possibile trovare sul sito di transform! italia i contributi video degli interventi e i materiali raccolti e che verranno prodotti man mano in preparazione del prossimo appuntamento.

Roberto Morea
official site transform! europa - transform! italia

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DALLA PARTE GIUSTA

È cambiata la Grecia, cambiamo l'Europa
Manifestazione nazionale sabato 14 febbraio a Roma, ore 14.00

A Piazza Syntagma la Grecia torna in piazza per difendere le proprie scelte, la dignità dei popoli e la democrazia di tutta Europa.

Il ricatto della BCE al nuovo governo greco è un ricatto contro tutti noi.
Il momento è ora, per fare in tutta Europa come hanno fatto i greci: alzare la testa e non avere paura. Siamo tutti in gioco.
La Grecia dimostra che una alternativa democratica e sociale alla austerità e al neoliberismo è possibile e può vincere.
Non siamo costretti a vivere strangolati nella trappola del debito e del pareggio di bilancio. Non sono obbligatorie le privatizzazioni, lo smantellamento dello stato sociale, la precarietà e la disoccupazione.
Le sole riforme efficaci sono quelle che fanno pagare i ricchi e non i poveri, che combattono la corruzione, l'evasione fiscale, la fuga dei capitali - come propone il nuovo governo greco.
I prossimi giorni e settimane saranno cruciali. Non possiamo lasciare i greci da soli a combattere. Facciamo la nostra parte. Il braccio di ferro fra la Grecia e la BCE è la prova di forza fra due idee di Europa - diamo forza alla parte giusta, insieme a tanti altri paesi del nostro continente.
Fermiamo i mercati, le banche, la Troika e i governi liberisti. La Grecia con il voto ha scelto la dignità, i diritti e la democrazia. Anche noi.
Chiediamo a tutti e tutte uno sforzo straordinario di impegno e di attivismo per dare vita sabato 14 febbraio a una grande manifestazione nazionale a Roma, in connessione con le altre piazze europee e con la mobilitazione prevista ad Atene il 15 febbraio.
Ci rivolgiamo a tutto il mondo amplissimo che si è detto in questi giorni vicino a Tsipras e al popolo greco e a tutti coloro che hanno a cuore la democrazia, la dignità e una nuova Europa.
Decidere di fare una manifestazione nazionale in una settimana è una scelta impegnativa. Ma sentiamo che non si può fare diversamente.
C’è bisogno di un impegno straordinario perchè la manifestazione unitaria sia grande e all’altezza di una sfida cruciale, da cui dipende il futuro nostro e di ciò che abbiamo a cuore.


"Cambia la Grecia, cambia L'Europa" www.cambialagreciacambialeuropa.eu


Per info: Roberto Morea Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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Cambia la Grecia, Cambia l'Europa

La fondazione transform! europa e tansform! italia promuovono una rete di solidarietà europea a sostegno della possibilità che in Grecia le prossime elezioni esprimano una volontà di cambiamento e di rottura delle politiche di austerità.

Lo facciamo perché siamo convinti che la battaglia che li sta facendo il partito della sinistra greca Syriza sia la battaglia di tutti i democratici d’Europa per fronteggiare l’attacco delle politiche neoliberiste contro il mondo del lavoro e dei diritti democratici e allo stesso tempo contro il pericolo fascista e populista che fomenta odio e intolleranza che si spande in tutto il continente.

La Grecia è stata la culla della democrazia non sarà la sua tomba, questo è stato uno dei motti con cui abbiamo sostenuto le lotte contro la Troika e le sue politiche, oggi di fronte alla possibilità di un governo di alternativa, i mercati finanziari e i media scatenano un attacco terroristico per far sembrare questa possibilità in un pericolo.

Visita il sito e firma l'appello su Cambia la Grecia, Cambia l'Europa

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L’agenda neo-liberista e le socialdemocrazie europee Firenze il 16 e 17 novembre auditorium di Santa Apollonia

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In Europa si è ormai affermata da tempo una agenda neoliberista accompagnata dal dogma della austerità. Le destre sono state sicuramente protagoniste di questa svolta conservatrice. Così come le destre populiste, xenofobe ed antieuropee rappresentano oggi una minaccia assai grande. Ma un ruolo significativo di non contrasto o di accompagno di queste politiche è stato svolto anche dalle forze che si richiamano al socialismo europeo. Al punto che sempre più diffusa è la pratica delle cosiddette grandi coalizioni, nominali o di fatto, che presiedono la “governance” dell’Europa e degli Stati e che hanno co-approvato grandissima parte delle scelte di questi anni. Anche il recente voto europeo si è concluso con una ulteriore conferma di queste logiche e con una Commissione che ne è espressione.

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